L'amore (e l'odio) ai tempi del Coronavirus.

Il tempismo, nella vita, è tutto.

Probabilmente non avevo chiarissimo questo concetto quando, a Dicembre, mi sono licenziata da un posto fisso, dopo un anno di lunghi ripensamenti. In effetti, tra le varie sfighe che potevano capitare, la pandemia no, non l’avevo proprio considerata. Ma tant’è, non riesco a pensare che questo isolamento forzato sia soltanto fonte di problemi. Per esempio, io ho finalmente deciso di aprire questo blog, su cui stavo meditando da tempo. Certo, era uno di quei pensieri che cullavo, perdendomi in particolari che sicuramente ne avrebbero reso la realizzazione un’impresa titanica. Ed invece eccomi qua. Grazie, in fondo, al Coronavirus (che paradosso!). 

A volte penso a quali siano le conseguenze di questo isolamento forzato. Le persone staranno più insieme. Potranno distrarsi di meno. I bambini saranno felici, finalmente, di avere i genitori quasi a tempo pieno. Gli animali da compagnia, cani e gatti, saranno felici (a parte il mio cane, che dopo un’iniziale gioia, ha cominciato ad avere qualche strano comportamento. Non ha più tutta la casa per sè… sarà questo?). Ho letto un articolo su un settimanale in cui il Direttore (una donna) esprimeva quanto fosse stato bello, all’inizio, vivere come in una domenica perenne. I nuovi piatti cucinati, la riorganizzazione della casa, le pulizie… ma poi le mura sono rimaste quelle che sono, ed i membri della famiglia si sono sentiti un po’ troppo… compressi, ecco. La mia sensazione è che questo stop obbligatorio possa, intanto, ricordarci che non possiamo controllare tutto. Non sappiamo quanto durerà questo isolamento. Ci hanno detto fino al 3 Aprile, ma bisognerà aspettare i dati reali sul contagio (che sembra prevedibile solo in parte) e sull’andamento del virus. Un grande punto interrogativo. Dall’altro, quando gli occhi ci faranno male per il troppo tempo passato davanti a schermi di vario genere (cellulare, computer, tv… in fondo la mia generazione non ha la tenuta degli adolescenti di oggi…), toccherà avere a che fare con i nostri pensieri, le nostre emozioni, i nostri ricordi. Mi soffermo a pensare alle pensione anziane, come i nostri genitori o i nostri nonni. Per anni ci hanno esortato a non lasciarli soli, perché i continui stimoli possono aiutarli a non lasciarsi andare, possono aumentare le loro risorse. E adesso, invece, schiere di nonni si trovano soli, senza più nipoti da amare e da accontentare, senza figli da criticare o da incoraggiare, senza amici della bocciofila o amiche con cui prendere il the al pomeriggio. Niente più sale da ballo del sabato pomeriggio. Le loro voci al telefono si fanno sempre più flebili e stanche, e tutto ciò è davvero straziante. Per anni abbiamo siamo stati giustamente incoraggiati ad intraprendere la via dell’inclusione, ed ora i nostri anziani sono costretti alla solitudine, all’inattività, che forse ricorda loro quanta strada abbiano già percorso e quanta ne abbiano ancora davanti. E sicuramente il bilancio tra queste due strade è evidente, oggi più che mai. Quanta strada ho percorso? Quanta me ne resta? Penso ai loro figli, che in questa situazione stanno lontani dai loro genitori anziani, per un’unica volta senza sensi di colpa. Ma alla fine, credo che al sollievo si sostituisca ben presto la paura. Se dovesse succedere qualcosa a mio padre, a mia madre, a mio nonno, sono sicuro di avergli detto tutto ciò che volevo? Me la ricordo la ricetta della frittata con le erbette della nonna? Si ricorderà, mio padre ottuagenario, di prendere tutte le sue pastiglie?

Penso alle famiglie in cui abita, seppur saltuariamente, la violenza. Non mi riferisco unicamente alla violenza contro le donne. Ci può essere una madre violenta, un figlio violento, una suocera violenta, anche e sopratutto psicologicamente. Penso a quanto questa reclusione forzata possa far esplodere ira ed insofferenza, soprattutto per chi non tollera nessuna frustrazione, nessun limite. Con chi se la prenderà? Come saranno sostenute le persone più fragili?

Penso agli psicologi ed agli psicoterapeuti, come me. Che sono lontani, il più delle volte, da pazienti che vedevano settimanalmente. Adesso il loro mondo interno non è più sottile strumento per relazionarsi con chi chiede loro aiuto. Adesso, sono e siamo isolati come mai prima d’ora, perché le sedute via Skype, permettetemi di dirlo a voce alta, non sono e non saranno mai la stessa cosa. Credo anche che una parte di noi abbia timori che i propri pazienti, una volta superato questo momento, capiscano che la loro terapia era giunta alla fine, perché sono sopravvissuti un intero mese (o forse più) senza il terapeuta. Una sorta di “Il re è nudo!!”. Non c’è che dire, da questa esperienza impareremo molto su di noi, sulla nostra professione e, perché no, sui nostri pazienti.

Penso agli adolescenti solitari, nerd o Hikikomori, che forse in questa situazione, per una volta nella loro vita, non si sentiranno più così diversi o così sbagliati. I genitori hanno smesso da almeno due settimane di dire ai propri figli “eh, ma a me che tu non esca mai non sembra normale”.

Oggi ero in un supermercato per prodotti di cura della persona e della casa. Un signore anziano, con la mascherina, prima ha fatto i complimenti al mio cane (e da lì dovevo capirlo, che c’era un secondo fine). E poi mi ha detto: “Mi scusi, signorina (ohibò, grazie per la signorina!), mi potrebbe aiutare? Mia moglie mi ha chiesto di prenderle una cosa per la faccia, uno scrub… Ma cos’è ‘sto scrub? Io non so cosa prendere”. E così mi sono improvvisata commessa, sfoderando tutte le mie conoscenze in merito. E poi non lo so, mi sono quasi commossa.

Va a finire che il mio mestiere era la commessa.

Fatemi sapere cosa ne pensate. Come state vivendo questo periodo?

E mi raccomando. Abbiate cura di voi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea il tuo sito web su WordPress.com
Crea il tuo sito
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: